martedì 16 luglio 2013

attraversata Palus S.Marco-S.Vito

Descrizione itinerario
Da Auronzo di Cadore, ci dirigiamo, lungo la Statale 48, per Misurina fino a Palus S. Marco e,
 dopo circa due Km. e mezzo, giriamo a sinistra e parcheggiamo l'auto. Entriamo nella Foresta 
demaniale di Somadida, attraversando il Ponte degli Alberi sul Torrente Ansiei e poi il Ponte
 Piccolo sul Rio di S. Vito. La foresta è molto estesa e ricoperta da conifere di alto fusto e la 
carrareccia, quasi pianeggiante, la attraversa. Procediamo e davanti a noi appare in lontananza
 la mole del Corno del Doge, con la sua caratteristica figura.   Dopo circa due Km. arriviamo
 ad uno spiazzo, in vicinanza del largo greto del Rio di S. Vito.


Abbandoniamo la carrareccia e prendiamo, sulla sinistra, il sentiero 226. Ora il percorso sale
 con pendenza continua, passando vicino ad una cascatella, la prima di una lunga e bella serie. 
Lungo il pendio fa bella mostra di sé una orchidea: è la Pianella della Madonna 
(Cypripedium Calceolus). Il sentiero continua, in qualche tratto quasi in cengia, e supera 
una piccola frana e scende verso il ruscello, dove incontra una seconda cascata più grande
 e più alta. Risalendo si rispunta più in alto e, con una breve deviazione, si arriva al salto 
d'acqua, che qui si divide in due rami. La cascata, che scende dalla Val del Fogo, 
è spettacolare e merita un momento di sosta


Il percorso ora si snoda alto sulla Val S. Vito, aggira uno sperone di roccia, in un tratto 
interrotto da alcuni alberi, per cui dobbiamo superare l'ostacolo tagliando per il pendio. 
Ora scendiamo brevemente nel Cadin del Doge: siamo in mezzo ad una conca verde, circondata 
a sinistra da alte muraglie, incise da diverse cascatelle. Avanzando ci accorgiamo della 
presenza di un camoscio, che si sta allontanando verso l'alto. Attraversiamo un ruscello che 
scende dalla Val Grande e cominciamo a risalire, incontrando un altro salto d'acqua, di cui avevamo percepito in precedenza il fragore.
 
 Risaliamo ora un ghiaione con fatica, nonostante il sentiero cerchi di aggirarlo sulla destra. 
Siamo ormai sotto il Corno del Doge e incrociamo, sulla sinistra, il sentiero 278, che porta 
al Bivacco Voltolina. Lo ignoriamo e continuiamo sul segnavia 226, uscendo in una specie 
di pianoro. La fioritura è ormai a buon punto e non mancano le genzianelle ed altri fiori di 
montagna. 






primulaAllo nostra destra si ergono le pareti del Gruppo del Sorapiss, mentre a sinistra, vicino a noi il Corno del Doge; di fronte a noi appare splendido il monolito della Torre Sabbioni. Procediamo con minore fatica vicino al ruscello; attorno a noi ci sono distese di mughi e di fiori. Il sentiero continua in direzione di Torre Sabbioni fino ad un quadrivio, dove incrocia, sulla sinistra, l'altro percorso attrezzato per il Bivacco Voltolina e, sulla destra, il sentiero Minazio, che porta al bivacco Comici.
Siamo ora a quota 2047 m. sulla strettoia della Valle tra le Tre Sorelle e la Torre Sabbioni. 
Continuiamo ancora per un po' fino alla testata della valle e poi ci fermiamo a quota 2100 m. 
circa, punto di arrivo del nostro itinerario. Ci sediamo sull'erba e ci guardiamo attorno. Su un 
roccione, a mezza altezza, fa capolino, da un piccolo incavo, il ranuncolo montano.
torre sabbionimugoLa Torre Sabbioni ci appare ora nella sua imponenza. Davanti a noi vediamo il sentiero che sale, tra le ghiaie, al Bivacco Scipio Slataper, percorso, proprio in quel momento da un escursionista. Sulla nostra destra la possente mole del gruppo del Sorapiss si mostra in tutta la sua eleganza e forza.

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