mercoledì 26 settembre 2012

mercoledì 19 settembre 2012

compleanni

per Giacomino, benvenuto!!!!!!!!!!


per Edy,tanti auguri amica mia!
un portaocchiali con ricamo personalizzato dalle lettere di Parolin, con i colori a lei preferiti!

lunedì 17 settembre 2012

pizzoc Trail 16.09.2012


 
1^Edizione Pizzoc Trail, gara di trail running, quasi 22km, 1600mt dislivello+, con giro ad anello a margine della foresta del Consiglio. Una prova in semi-autosufficienza con solo un punto ristoro, a metà percorso, al rinnovato Rifugio Città di Vittorio Veneto dove non saranno disponibili bicchieri di plastica. Anche questa gara aderisce alla campagna “io non getto i miei rifiuti” e debbo dire, una regola che è stata molto rispettata da tutti.


Partenza alle ore 8,00 dalla località di Mezzavilla di Fregona per quasi 150 atleti, mentre alle ore 6,00, sempre da qui, era partito il Troi dei Cimbri sulla distanza lunga di 55km con dislivello 3300+. Al ritiro del pettorale anche il controllo del materiale obbligatorio: una riserva di acqua di almeno mezzo litro con propria borraccia o camel bag, e una giaccia impermeabile con maniche lunghe, necessaria in caso di cambiamento di temperatura (lo scorso anno la gara era stata sospesa dopo un’ora dalla partenza a causa del cattivo tempo).
La partenza è sempre allegra e l’adrenalina è caricata a mille dalla musica e dello speaker, Alex Geronazzo, molto bravo.

Il percorso iniziale riprende lo stesso tracciato dell’ecomaratona dei cimbri, qualche borgata e l’attraverso alle suggestive Grotte di Caglieron, in direzione di Sonego: Sino al Pizzoc a 1560mt. è tutta salita, si cammina, si corre in fila indiana, quasi esclusivamente lungo sentieri, pochissimo su cemento o sterrato. Arrivo al rifugio in 2:07’,immerso nella nebbia e ritrovo alcuni amici dello Spirito trail che mi offrono anche una birra (?).Scelgo invece un thè caldo e indosso anche la giacca antivento, ora è quasi esclusivamente discesa. Non poco accidentata ed impegnativa! Il percorso è danneggiato anche dal passaggio dei cinghiali!. Meravigliosi i numerosi volontari ad indicare il percorso e per dar sempre una parola di incoraggiamento a tutti. Oltre a questo, il percorso è super-segnalato, non si poteva uscire dal sentiero neppure sbagliando.
Quando il cielo schiariva, il sole illuminava la pianura sottostante, le colline,  il panorama su Vittorio Veneto e sui laghetti di Savassa. Proseguo nel sottobosco quando sento alle spalle qualcuno arrivare veloce, ma molto veloce…capisco essere i primi del Troi, riconosco infatti Giovanelli prima e Moretton a ruota. Mi complimento con loro, al volo, è una gioia vedere come saltellano sulle radici e rocce, e in un attimo spariscono alla vista. Nella parte finale, quando ormai sento la voce dello speaker ,i rumori della civiltà e ho l’illusione di essere quasi arrivata, ecco alcuni saliscendi che non ti aspetti!. Comunque arrivo alla strada, è finita,  quasi mi spiace, la curva ed è tappeto rosso, in 4 ore con i complimenti anche di due belle fanciulle in costume cimbro.
 E udite, udite: anche a Renzo è piaciuta! Io sono doppiamente felice! Il ristoro finale, con ogni bendiddio, opto solo per un minestrone e ora sì, anche una birra.
Rincontro anche Sonia, Fiorenzo e Max dell’Atletica Chirignago, nei loro sorrisi, nei loro occhi riconosco le mie stesse impressioni e sensazioni! Bravi  tutti!


giovedì 13 settembre 2012

we nelle Alpi Giulie



Sabato 8 settembre al via per il sentiero "Re di Sassonia" sulle Alpi Giulie zona Predil -UD- al confine con Austria e Slovenia. Il sentiero è immerso in uno splendido bosco di faggi e costeggia il Rio Bianco con la sua acqua limpidissima. A circa metà del vallone il bosco si dirada e si attraversa un greto del torrente per arrivare al Rifugio Brunner, chiuso e da poco restaurato.

A sinistra, segnavia nr. 629 per il Rifugio Corsi e Re di Sassonia. Il bosco di faggi lascia posto ai mughi e ci si immette in una serie di cengie. Il sentiero è stato da pochi anni recuperato, riaperto, ripulito e sostituite alcune funi e passerelle.

 E' un continuo saliscendi, a tratti un pò esposti, a tratti su terreno friabile, con diversi rientri nei colatoi formati dai ruscelli, tutto esposto a sud e quindi sotto il sole.Si arriva in vista del Rifugio, ma ci sono ancora 200mt.di salita per arrivare e gli ultimi metri sembrano veramente infiniti. L'accoglienza al rifugio è data dal cuoco, un pò strano, con piercing e tatuaggi ovunque. (Non è da meno in rifugista, Cristiano).Comunque dopo un "pesante" cena con il festeggiamento del compleanno di Mario, usciamo per ammirare un cielo nero, meraviglioso, mai viste tante stelle.Ci ritiriamo presto, tutti e tredici nella stessa camerata, a dormire,"provar di dormire". Sveglia che è ancora buio, silenzio e pace tutto intorno. Alle 6,30 siamo già in cammino, il Jof Fuart ci aspetta.Attenzione alla pronuncia esatta del nome, siamo in terra "ladina"  Lo Jof  Fuart  alto 2666mt.  è considerata una delle cime più belle e imponenti delle Alpi Giulie. Di formazione Dolomia Principale e calcare di Dachstein, fù luogo di aspri combattimenti nel corso della prima guerra mondiale, su fronte astro-ungarico, ne sono ancora evidenti alcune testimonianze.

 Dopo alcuni tratti di pascolo dove incontreremo famigliole di stambecchi, sul sentiero nr. 625 sino al bivio con la salita alla ferrata Anita Goitan,  in salita sul versante SE, iniziano ripidi tratti attrezzati sulla parete rocciosa sotto la Madre dei Camosci. A sinistra ancora segni per la forcella Mosè. Si rimonta la larga spalla della gola e ancora funi su roccette asciutte. Ultimo tratto su gradoni sommitali, qualche metro in cresta su strapiombi laterali fino alla piccola croce e madonna in vetta. Bellissimo il panorama sul Canin, il gruppo Montasio, riconoscibile pure il Pelmo e l'Antelao (incredibile per limpidezza). Altrettanto impegnativa la discesa (in totale saranno oltre 10 ore di cammino in giornata) con un dislivello totale di 3300mt, dopo la parte rocciosa, il bellissimo sottobosco sino al parcheggio di Sella Nevea.

lunedì 3 settembre 2012

02.09.12 Transpelmo



 Da tempo accarezzavo l’idea di correre questa gara, il Pelmo con i suoi 3168 mt visto da vicino è tutt’altra cosa, merita tutto il rispetto per la sua fragilità ed imponenza. In realtà , la montagna è articolata  in due cime principali: Pelmo e Pelmetto ed ha la caratteristica forma dovuta ad un ampio circo glaciale che lo ha reso così noto da sembrare un sedile, tanto il nominativo di “Caregon di Dio”.
500 atleti hanno sfidato un meteo avverso per affrontare la quinta edizione della Transpelmo a Zoldo Alto. Temperatura di 10°, partiti sotto una leggera pioggia, per proseguire con nuvole basse e nebbia , per finire, ma nel pomeriggio, con una bella schiarita e il sole. Un percorso di circa 17km con un dislivello negativo e positivo di 1300mt.
Partenza dal Camping di Palafavera 1515mt., non prima di aver ricordato la tragedia sul Pelmo dello scorso anno e alcuni amici che “ora corrono nei pascoli del cielo”. Così, un po’ con il magone si parte, ed è subito salita, nel sottobosco, a “pattinare” sul fango, a saltar radici e pozzanghere, a camminare sulle pericolose passerelle di legno, sino al Col de le crepe e siamo a 1896mt. Primo ristoro, dietro il rifugio Venezia (dove appunto ai volontari la mancanza di un qualsiasi tipo di contenitore per i rifiuti!) In un posto incantevole, in un patrimonio dell’Umanità, questa fila di bicchieri vuoti mi fà inc… Beh, mi raffreddo un po’ alla prima salita, su sù per un ghiaino fine che fà scivolare, fino alla prima Forcella a 2270mt. Si prosegue nella nebbia per la seconda e più impegnativa, forcella Val D’Arcia a 2480mt., la parte più alta del percorso. Qualche passaggio aereo e attrezzato di corde, con l’avviso dei volontari dei soccorso alpino a prestare “sempre” la massima attenzione. In forcella, solo in tempo di un sorso di thè caldo (qui ringrazio di cuore) e subito è discesa, e che discesa! Il ghiaino sottile fà scivolare i piedi,con le rocce devi rallentare, ma non appena è possibile c’è da andare, andare puntando i talloni ed è quasi un correre piacevole! Perdo rapidamente di quota, ora la visibilità del panorama è migliorata e le aperture di luce offrono un incantevole paesaggio. Raggiungo Passo Staulanza dove è situato il 3° ristoro e proseguo nel sottobosco, ancora una salita a 1900mt, lungo il percorso “orme dei dinosauri”. Discesa a Pian dei buoi e ritrovo il fango, tanto fango, e con il passaggio di chi mi ha preceduto, ha danneggiato il percorso. Rientro al camping in 3:38 (con fango sino alle orecchie) Bello!
Podio di 23enni: arrivo indisturbato per Silvia Serafini (Nuova Atletica 3Comuni!!) in 2:07,  e vincitore maschile in 1:42   Davide Pierantoni (Alpini Vicenza).