giovedì 13 settembre 2012

we nelle Alpi Giulie



Sabato 8 settembre al via per il sentiero "Re di Sassonia" sulle Alpi Giulie zona Predil -UD- al confine con Austria e Slovenia. Il sentiero è immerso in uno splendido bosco di faggi e costeggia il Rio Bianco con la sua acqua limpidissima. A circa metà del vallone il bosco si dirada e si attraversa un greto del torrente per arrivare al Rifugio Brunner, chiuso e da poco restaurato.

A sinistra, segnavia nr. 629 per il Rifugio Corsi e Re di Sassonia. Il bosco di faggi lascia posto ai mughi e ci si immette in una serie di cengie. Il sentiero è stato da pochi anni recuperato, riaperto, ripulito e sostituite alcune funi e passerelle.

 E' un continuo saliscendi, a tratti un pò esposti, a tratti su terreno friabile, con diversi rientri nei colatoi formati dai ruscelli, tutto esposto a sud e quindi sotto il sole.Si arriva in vista del Rifugio, ma ci sono ancora 200mt.di salita per arrivare e gli ultimi metri sembrano veramente infiniti. L'accoglienza al rifugio è data dal cuoco, un pò strano, con piercing e tatuaggi ovunque. (Non è da meno in rifugista, Cristiano).Comunque dopo un "pesante" cena con il festeggiamento del compleanno di Mario, usciamo per ammirare un cielo nero, meraviglioso, mai viste tante stelle.Ci ritiriamo presto, tutti e tredici nella stessa camerata, a dormire,"provar di dormire". Sveglia che è ancora buio, silenzio e pace tutto intorno. Alle 6,30 siamo già in cammino, il Jof Fuart ci aspetta.Attenzione alla pronuncia esatta del nome, siamo in terra "ladina"  Lo Jof  Fuart  alto 2666mt.  è considerata una delle cime più belle e imponenti delle Alpi Giulie. Di formazione Dolomia Principale e calcare di Dachstein, fù luogo di aspri combattimenti nel corso della prima guerra mondiale, su fronte astro-ungarico, ne sono ancora evidenti alcune testimonianze.

 Dopo alcuni tratti di pascolo dove incontreremo famigliole di stambecchi, sul sentiero nr. 625 sino al bivio con la salita alla ferrata Anita Goitan,  in salita sul versante SE, iniziano ripidi tratti attrezzati sulla parete rocciosa sotto la Madre dei Camosci. A sinistra ancora segni per la forcella Mosè. Si rimonta la larga spalla della gola e ancora funi su roccette asciutte. Ultimo tratto su gradoni sommitali, qualche metro in cresta su strapiombi laterali fino alla piccola croce e madonna in vetta. Bellissimo il panorama sul Canin, il gruppo Montasio, riconoscibile pure il Pelmo e l'Antelao (incredibile per limpidezza). Altrettanto impegnativa la discesa (in totale saranno oltre 10 ore di cammino in giornata) con un dislivello totale di 3300mt, dopo la parte rocciosa, il bellissimo sottobosco sino al parcheggio di Sella Nevea.

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