lunedì 3 settembre 2012

02.09.12 Transpelmo



 Da tempo accarezzavo l’idea di correre questa gara, il Pelmo con i suoi 3168 mt visto da vicino è tutt’altra cosa, merita tutto il rispetto per la sua fragilità ed imponenza. In realtà , la montagna è articolata  in due cime principali: Pelmo e Pelmetto ed ha la caratteristica forma dovuta ad un ampio circo glaciale che lo ha reso così noto da sembrare un sedile, tanto il nominativo di “Caregon di Dio”.
500 atleti hanno sfidato un meteo avverso per affrontare la quinta edizione della Transpelmo a Zoldo Alto. Temperatura di 10°, partiti sotto una leggera pioggia, per proseguire con nuvole basse e nebbia , per finire, ma nel pomeriggio, con una bella schiarita e il sole. Un percorso di circa 17km con un dislivello negativo e positivo di 1300mt.
Partenza dal Camping di Palafavera 1515mt., non prima di aver ricordato la tragedia sul Pelmo dello scorso anno e alcuni amici che “ora corrono nei pascoli del cielo”. Così, un po’ con il magone si parte, ed è subito salita, nel sottobosco, a “pattinare” sul fango, a saltar radici e pozzanghere, a camminare sulle pericolose passerelle di legno, sino al Col de le crepe e siamo a 1896mt. Primo ristoro, dietro il rifugio Venezia (dove appunto ai volontari la mancanza di un qualsiasi tipo di contenitore per i rifiuti!) In un posto incantevole, in un patrimonio dell’Umanità, questa fila di bicchieri vuoti mi fà inc… Beh, mi raffreddo un po’ alla prima salita, su sù per un ghiaino fine che fà scivolare, fino alla prima Forcella a 2270mt. Si prosegue nella nebbia per la seconda e più impegnativa, forcella Val D’Arcia a 2480mt., la parte più alta del percorso. Qualche passaggio aereo e attrezzato di corde, con l’avviso dei volontari dei soccorso alpino a prestare “sempre” la massima attenzione. In forcella, solo in tempo di un sorso di thè caldo (qui ringrazio di cuore) e subito è discesa, e che discesa! Il ghiaino sottile fà scivolare i piedi,con le rocce devi rallentare, ma non appena è possibile c’è da andare, andare puntando i talloni ed è quasi un correre piacevole! Perdo rapidamente di quota, ora la visibilità del panorama è migliorata e le aperture di luce offrono un incantevole paesaggio. Raggiungo Passo Staulanza dove è situato il 3° ristoro e proseguo nel sottobosco, ancora una salita a 1900mt, lungo il percorso “orme dei dinosauri”. Discesa a Pian dei buoi e ritrovo il fango, tanto fango, e con il passaggio di chi mi ha preceduto, ha danneggiato il percorso. Rientro al camping in 3:38 (con fango sino alle orecchie) Bello!
Podio di 23enni: arrivo indisturbato per Silvia Serafini (Nuova Atletica 3Comuni!!) in 2:07,  e vincitore maschile in 1:42   Davide Pierantoni (Alpini Vicenza).

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