martedì 29 maggio 2012

26-27 maggio 2012 -IL PASSATORE


La mia storia del Passatore nasce un po’ di tempo fa, quando avevo 14 anni e mio fratello me ne parlò per averla corsa. Ma con l’incoscienza dei vent’anni e l’ardore di parà della Folgore, me l’aveva “infiocchettata” come una festa.
In questi anni poi non è che ci avessi perso il sonno, anzi, anzi… sino a qualche tempo fa non sapevo neppure la distanza di una maratona e in 5 anni ne ho collezionato una trentina da finischer.
Durante la maratona di Venezia, a ottobre dello scorso anno, poi in quella di Reggio Emilia, ha cominciato a svilupparsi l’idea di correre i 100km. Nelle due maratone ho sperimentato una corsa con andatura un po’ più lenta, ma costante dal primo all’ultimo chilometro, senza cali di rendimento o particolari difficoltà. Così, prima di appendere le scarpette al chiodo, il 30 dicembre mi iscrivo al Passatore, mentre Renzo mi accompagnerà forse in bici.
Nonostante un piccolo intervento, una influenza e una gastroenterite, chiudo anche la Treviso Marathon e la Maratona di Lamone a Russi. Tra piccoli infortuni e “stati di grazia”, procede con impegno la preparazione inserendo un lungo di 60km e in base alla disponibilità di tempo, capacità e recuperi, molti allenamenti di un’ora e mezza, due e tre ore quasi tutti i giorni.
Molti amici runner l’avevano già corsa, alcuni si sono prodigati ad elargire consigli anche non richiesti, ma di pochi, anzi solo di due, ho recepito informazioni utili. Su “Correre” di febbraio, Marco Boffo, aveva scritto una sorta di decalogo che ho letto e riletto fino ad imparalo a memoria,.
Ora la corsa. Giunta alla 40° edizione, quest’anno al Passatore saranno in 2.200 gli atleti iscritti , 865 dei quali sono come me, alla loro prima partecipazione!
Un giretto da turisti, come si conviene, nei luoghi simbolo di questa meravigliosa città ed è già ora di prepararsi alla partenza. Domani qui ci sarà anche la Deejay Ten con Linus, una corsa di 5 e 10 km, quella sì sarà una festa, mah, è tutt’altra storia.
Nonostante la concitazione abituale della partenza, sono calma e tranquilla, penso solo a correre, arrivare, passare il traguardo e abbracciare Renzo, questo è il mio solo obiettivo.
Alle ore 15,00 da Via dei Calzatoli,  con l’augurio e lo sparo dati dal Sindaco Renzi,  il via tra due ali di turisti e sostenitori. Un giro in piazza Duomo per uscire dal caotico centro cittadino verso Fiesole con una prima, leggera salita di 300mt. Uno sguardo sui tetti e campanili di Firenze, che ai miei occhi oggi non è mai stata così bella! Al caldo afoso della partenza ora c’è uno leggero vento ad asciugare il sudore dai ns. visi. Si corre ancora molto compatti e all’inizio c’è ancora il fiato per chiacchierare e familiarizzare con chi corre a fianco. I ristori, in totale 22, sono forniti di ogni bendiddio, tanto da rendere quasi inutile gli appoggi di assistenza di coloro che seguiranno gli atleti. Moltissimi in bicicletta, a volte invadenti e pericolosi, soprattutto nei cambi di direzione e in discesa. Renzo  infatti ha preferito seguirmi in auto, con massima discrezione e in sole tre tappe convenzionate, ma il suo sostegno e l’incoraggiamento è sempre di vitale importanza. Ancora una leggera salita, 500mt. a circa 20k, Vetta tre croci. E’ ancora il panorama circostante ad incantarmi, il verde delle colline, gli uliveti e i terrazzamenti coltivati. In un ingorgo di auto (le strade sono ben presidiate, ma purtroppo non chiuse!!) raggiungo Borgo S.Lorenzo sono al 32°km. Proseguo poi  per Pancaglia, Ronta e Razzuolo per giungere ai piede di Colla di Casaglia, la tanto temuta salita di 9 km circa per giungere la vetta del Colla ad oltre 900mt.dov’è posizionato anche il Gran Premio di Montagna. Qui alterno camminata e corsa, a passi corti, spalle e busto un po’ avanzati. (quanto tutto è più facile in allenamento!) La salita non è impossibile (veramente mi aspettavo di peggio!) per chi è ben preparato è fattibile tutta di corsa, per me è giusto corribile anche per mantenere un minimo di calore corporeo visto che siamo in una gola e inizia a scendere la sera. Raggiungo la vetta in un caos di persone, auto bici, camper, organizzatori. Recupero la mia sacca e nella tenda mi cambio di tutto. Mi preoccupa di più sostituire le scarpe dato che il chip è posizionato ai lacci, che non delle poppe al vento (gli altri in tenda avranno qualcos’altro da guardare?!). A zing zag tra le auto (iniziano proprio ad infastidirmi) la strada ora è in discesa e sono al passaggio dei 50 km in 5:55’ Bene! L’impegno fisico ora viene meno, la corsa è favorita dalla discesa, ma non aumento troppo l’andatura, i quadricipiti sono già stati sollecitati molto nella salita ed ho ancora metà di strada da fare!. Sono quasi le 22,00 e inizia a far buio pesto, ma per un mio errore di calcolo, ho messo la frontale nella prima sacca, a S.Lorenzo, e nella concitazione del ristoro, non ho trovato l’autobus dell’organizzazione e quindi niente luce. Vabbè, proseguo, vediamo cosa succederà. Il traffico stradale con il passare delle ore, rallenta di poco e con il favore dei loro fari cerco di individuare al meglio il percorso. Anche se non è rassicurante correre senza vedere bene dove, né essere visti, sì, qui, sotto un cielo stellato, stò CORRENDO, e mi sento fortunata, stò facendo una delle cose che amo della vita!
In tutto il precorso ma soprattutto nei paesi, come Roncaglia, Crispino e Marrani, il tifo è sempre molto forte. Inizio a superare molti che camminano (alto è la percentuale dei ritirati), ma non mi lascio incantare dalla “sirena” dello stop. Arrivo a Sant’Adriano, 70km in 8 ore precise. Sono veramente brava! Non avevo mai corso così a lungo, mi restano però ancora “solo” 30 km per diventare *bravissima*, e io sono per i superlativi!!
La mia mente stanca chiede alle gambe: ma ce la farai? Solo a Fognano, (80Km) inizio a far previsioni del tempo di arrivo e questo sarà di ulteriore motivazione a non cedere di un passo, stò ancora molto bene, solo i piedi sono infuocati (maledette columbus13) A Brisighella è quasi l’una, ma il paese è illuminato a giorno e mi accoglie come fossi la prima a passare di là. Siamo in Emilia! Mancano ancora 12km e la strada per Faenza è ancora lunga, accidentata e quasi al buio. E’ ora che mi seguono tre ragazzi faentini  che illumineranno con i fari delle loro biciclette il mio avanzare stanco, strascicato, ma regolare e continuo. E’ importante ora rimanere concentrata per quanto possibile, vista la loquacità dei tre ciclisti che, se all’inizio mi infastidisce un po’, poi un po’ di compagnia, dopo tante di ore di corsa in solitudine, è anche piacevole. Sono sul viale dei tigli di ingresso al centro cittadino, 99° km con i miei sostenitori ad incalzare, allungo le falcate sino a quando, come un miraggio, vedo il gonfiabile del traguardo e oltrepasso la pedana blu! E’ finita! Con ancora il fiatone, abbraccio Renzo, obiettivo raggiunto! Sono felice, felicissima, oltre le mie più rosee aspettative, difficili anche sono da programmare, chiuso in 11:49’ comprensibilmente dolorante e stanca, ma non a pezzi!
Dedico a te, mamma, il mio passatore, il tuo sorriso è la mia vittoria!

2 commenti:

  1. Brava rosa! Ancora mi chiedo come tu abbia fatto ma per una maratoneta come te nulla è impossibile :-)
    sempre complimenti per le tue belle e coinvolgenti descrizioni!
    Baci

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  2. E bravo RENZO, che si è fatto 'sto centinaio di km (in auto).
    Tu ero sicuro che ce la facevi, con la tenacia che hai.
    Scherzo ovviamente, BRAVA!!!

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