lunedì 24 ottobre 2011

venezia

26° maratona di Venezia ore 9,20 Stra-Venezia23..10.2011

Viaggio di andata a Strà in pulman con il gruppo Agggredire di Ceggia, sinonimo di goliardia e simpatia necessaria a stemperare la tensione della gara. Arriviamo giusti in tempo per la consegna delle sacche ai rispettivi camion e poi, il solito giretto di riscaldamento davanti a Villa Pisani. La temperatura di 8° è ottima per correre, in cielo, libero da nuvole, sorvola l’elicottero per le riprese televisive. Alle 9,00 ci dividiamo nelle rispettive griglie di partenza, anche se la maggior parte dei miei amici correrà nella mia stessa griglia. Alle 9,21, dopo gli hand bike, i top e le top runner partiamo anche noi. Tolte le maglie e i teli per mantenere un minino di calore, passo al chip dopo circa 3’ . Dopo i primi km di intruppamento, si inizia a correre bene, senza zingare. Individuo una coppia che stà correndo un ritmo molto costante. Dalle loro magliette leggo essere di Bergamo, mi avvicino e chiedo di poterli affiancare, affinché ne ho la capacità. La ragazza, Marcella, cronometra i passaggi ad ogni km, mentre Sergio sostiene l’andatura. Con sorpresa e una certa felicità, correrò regolarissima, a 5’25-5’30 per tutta la maratona. Ragazzi, riuscire a correre sul Ponte della Libertà senza il solito affanno, senza strisciare e tirare le gambe, dialogare ancora al 40°Km, senza problemi, alla mia 20° maratona finalmente ci sono riuscita! Non sono molto contenta del risultato finale, forse potevo spingere di più, ma sono riuscita nell’intendo di correre quasi 4 ore con la massima regolarità!.

Circa 7800 gli atleti (a detta dello speaker) al via, moltissimi gli stranieri, di tutte le nazionalità,
sostenuti da un pubblico numerosissimo e caloroso. Marcella mi racconta dell’esperienza negativa alla maratona di Milano, quando dopo gli insulti e sputi, si è vista arrivare un pomodoro in faccia. Eh no, le dico, vedrai che accoglienza a Piazza Ferretto e al Parco S.Giuliano. Infatti, si correrà sempre con tantissimi spettatori, un saluto, un incoraggiamento, un batti-cinque, sono la carica  a non mollare, a non mollare mai! Dopo il cavalcavia, il tanto temuto Ponte della Libertà, un bel rettilineo di 4km con un venticello fresco ad asciugare le schiene sudate. Alla fine, dopo una ulteriore salita, si scende alla Dogana. Noto che, forse merito della temperatura fresca, pochi sono quelli che camminano o si fermano perché attanagliati dai crampi. Salto il ristoro del 40°km, ho paura dell’effetto dell’acqua fredda che ho preso ai precedenti e mi preparo ai ponti, 14. Il rettilineo delle Zattere e sono a Punta della Dogana. Rallento sui ponti, forzatamente si corre in fila indiana. Si sale sul ponte delle barche, il “giro d’onore” in Piazza S.Marco, Palazzo Ducale e gli ultimi 7ponti. Chiudo in 3:53, un abbraccio felice con i miei nuovi amici d’avventura. Queste sono le piccole cose che danno significato alla durezza e alla fatica della maratona, la condivisione della passione per la corsa. Poi, il sapere dell’impresa di Alessandro Zanardi con l’amico Francesco Canali dà ulteriore emozione e consapevolezza che non ci sono sfide impossibili.

1 commento:

  1. È da un pò di giorni che penso 'chissà come è andata la maratona' così ho deciso di fare un giretto nel tuo blog, sempre ben scritto e dettagliato. Purtroppo non 'navigo' molto, anzi, però è sempre bello leggerti.
    complimenti a te e renzo!
    Un abbraccio alessandra e un bacino dal piccolo cristiano

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