lunedì 21 febbraio 2011

giulio casale

Sabato sera nel carnet abbonamento c'era lo spettacolo di Giulio Casale. Mea culpa, non conoscevo l'artista e mi ero preparata su altro argomento. Puntale parte alle 9,00 ma nella prima mezz'ora mi "cala la palpebra",poi, vuoi i suoi fans che ho accanto, vuoi i criceti nella mia testa che iniziano a far girare i neuroni, inizio a far collegamenti, seguire e a farmi piacere "la canzone di Nanda". Non è uno spettacolo dedicato a Fernanda Pivano da poco scomparsa, ma sulla forza e il valore della pacifica rivolta. Casale canta Bob Dylan mentre scorrono dietro a lui le immagini di una America nelle rivolte culturali degli anni '60, il periodo della beat generation. Parla di Allen Ginsberg. Gregory Corso, le canzoni di Fabrizio De Andrè che Nanda definisce il più grande poeta italiano del Novecento.Casale racconta di Hemingway lodando il racconto "un posto pulito, ben illuminato" Interessante lo spettacolo di teatro canzone di uno scrittore, autore, artista a tutto tondo, di quello, che almeno una volta, vanno incontrati dal vivo.

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